Il 23 febbraio, le Forze di Sicurezza del Pakistan avevano condotto un’operazione di intelligence nel distretto di Dera Ismail Khan, attaccando una base della Fitna al-Khwarij, eliminando 4 terroristi.
L’azione rientrava nell’ambito dell’operazione Azm-e-Istehkam, approvata dal Comitato Federale di vertice sul Piano d’azione nazionale, e condotta dalle Forze di Sicurezza e dalle Forze dell’Ordine del Pakistan.
Il 26 febbraio notte, le Forze Armate pakistane lanciavano attacchi aerei in Afghanistan, distruggendo numerose posizioni afgane nelle regioni di Khost, Paktika e Kandahar.
Il Ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif annunciava l’inizio del conflitto aperto tra il suo Paese e Kabul. “La nostra pazienza è esaurita. Ora è guerra aperta tra noi e voi”.
Il Pakistan aveva lanciato attacchi aerei contro obiettivi militari a Kabul e nelle province di Kandahar e Paktia. Secondo i media pakistani, 72 soldati afghani erano stati uccisi e 120 feriti. La parte afghana affermava che 55 soldati pakistani sono stati uccisi durante l’operazione di confine.
I taliban avrebbero anche abbattuto un F-16 pakistano con dei MANPADS FN-6 cinesi.
Il Pakistan accusa i taliban di “trasformare l’Afghanistan in una colonia indiana” e di privare il popolo dei diritti e delle libertà fondamentali. In realtà, il conflitto è scoppiato nella vecchia disputa sulla Linea Durand, confine tracciato dagli inglesi nel 1893 che divideva le tribù pashtun. L’Afghanistan non l’ha mai riconosciuto. I taliban, in risposta, affermavano di aver preso 15 roccaforti pakistane lungo il confine.
In un briefing, il Tenente-Generale Ahmed Sharif, delle forze armate pakistane, sull’Operazione Ghazab Lil Haq, indicava che
– 274 terroristi afghani erano stati eliminati e 400 feriti
– 73 postazioni afghane erano distrutte e 18 catturate
– 115 carri armati, veicoli corazzati e autoveicoli erano stati distrutti.
Le operazioni delle Forze Armate del Pakistan avevano colpito i campi di Shapola, Nangarhar ed Umari e le postazioni di Brekot, Chitral, Shawal, Warsak, Sarkanda, Topsar, Khwaja Khizer, Spinwam, Bajaur, Torkham, Charli, Kurram, Nawapas, Babari e Dawood, e l’area di Darulaman, a Kabul.
L’Aeronautica Militare pakistana aveva colpito a Kabul due comandi di brigata; a Kandahar un comando di corpo d’armata e un comando di brigata.
Le forze dell’Afghanistan, in risposta, colpivano il Centro dell’Energia Atomica, in Pakistan, causando vittime, e una base militare di Abbottabad, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, utilizzando dei droni.
Un drone colpiva il comando militare pakistano di Peshawar. Un altro drone colpiva la Pakistan Military Academy (PMA), il centro di addestramento per ufficiali dell’esercito di Kakol, Abbottabad.
Le forze afghane colpivano i distretti di Zazi Maidan, Alishir, Terezi, a Khost, e le postazioni pakistane nelle aree di Tarkhobi e Maghlagi, nel distretto di Gurbuz.
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